LA CREAZIONE DELLA COMUNITA’ SOCIALDEMOCRATICA EUROMEDITERRANEA

IL PROGETTO POLITICO LANCIATO DAL PSDI

Comunità socialdemocratica

«L’esempio dato da Martin Schultz, che ha rinunciato ad un incarico di ministro dentro la grosse koalition pur di affermare nel programma di governo i principi della socialdemocrazia, rappresenta segnale chiaro: i tempi sono maturi per un’alleanza sinergica fra tutte le Socialdemocrazie europee, del Nord e dell’area mediterranea, che possa operare per il bene dei nostri Paesi».
E’ Renato d’Andria, segretario nazionale PSDI, a lanciare nel quadro politico internazionale, il progetto di un’ampia intesa fra tutte le forze europee d’ispirazione socialdemocratica, prendendo a modello la lezione svedese, cioè quella di un Paese in cui proprio l’affermazione della socialdemocrazia assicura da tempo ai cittadini benessere e sviluppo. «L’economia svedese – sottolinea d’Andria – permette alla popolazione di godere di un tenore di vita fra i più elevati al mondo, come testimonia il fatto che la Svezia è da tempo ai primi posti nelle classifiche mondiali dell’ONU sullo sviluppo umano».A guidare il Paese è, dal 2012, il primo ministro Kjell Stefan Löfven, leader del Partito Socialdemocratico svedese. «Dar vita ad una Comunità Socialdemocratica Euromediterranea trovando convergenze programmatiche e di governo ispirate al successo svedese – spiega ancora il segretario PSDI – vorrebbe dire rispondere alla richiesta crescente dei popoli europei, oggi frenati da rigidità estreme dell’Unione, assicurando ai diversi Paese, in primis quelli in maggiore sofferenza economica, un riequilibrio nelle leve finanziarie, non meno che nella distribuzione delle risorse finalizzate ad occupazione e welfare». La sfida parte dunque dai socialdemocratici italiani: «Il PSDI, nato nel 1947 dalla storica scissione di Giuseppe Saragat – aggiunge d’Andria – è pronto ad aprire il dialogo con le socialdemocrazie degli altri Paesi per arrivare alla Comunità Socialdemocratica Europea. Sono i nostri popoli che ce lo chiedono e noi ci siamo», conclude il segretario, che nei giorni scorsi ha già rivolto in tal senso un messaggio personale a Martin Schultz.