INTERCETTAZIONI – LA SVOLTA DEL GOVERNO

INTERCETTAZIONI - LA SVOLTA DEL GOVERNOIl decreto legislativo che riforma la disciplina delle intercettazioni ha ottenuto oggi il primo via libera del Consiglio dei ministri. Dovrà ora passare all’esame delle commissioni Giustizia per poi tornare a Palazzo Chigi. Un provvedimento che mira a regolamentare in maniera più stringente l’utilizzo delle intercettazioni per evitare la diffusione di conversazioni irrilevanti ai fini delle indagini.
«Voglio ricordare che – dichiara il segretario PSDI Renato d’Andria – come riportato oggi dal Corriere della Sera, secondo dati ufficiali di Via Arenula le intercettazioni informatiche si sono quadruplicate in 10 anni e quelle telefoniche sono state 110 mila nel solo 2016. Non possiamo perciò che salutare favorevolmente l’iniziativa di imprimere regole più stringenti, vista anche la ormai ‘rituale’ fuga di notizie, che sbatte sulle pagine dei quotidiani conversazioni molto spesso private e di nessun rilievo per le indagini, come troppe volte accaduto in questi anni».
«Al tempo stesso – sottolinea ancora il segretario – ci associamo alle preoccupazioni espresse dal segretario Fnsi Beppe Giulietti: nessuna misura è stata infatti ancora varata, né tanto meno annunciata, per porre fine alla intimidazione delle querele infondate a danno dei giornalisti».
«Abbiamo sempre detto, e lo ribadiamo ora, che è giusto essere severi ed inflessibili se i giornalisti sbagliano e se lo fanno per negligenza o, peggio, per dolo, ma questo non deve mai significare mettere il bavaglio all’informazione – conclude d’Andria, per anni editore di tv e quotidiani – come sta avvenendo con le querele infondate. Perciò è sacrosanto che, se la querela o la citazione erano infondate o temerarie, si pretenda con altrettanta fermezza che paghi sia chi aveva cercato di fermare la libertà d’informazione».