IL SUCCESSO DEI SOCIALDEMOCRATICI IN MACEDONIA

partito social democratico italianoConfermata in Macedonia la vittoria del Partito socialdemocratico del premier Zoran Zaev rispetto al fronte conservatore. Merito di una lungimirante visione quale quella di Zoran Zaev, che ha saputo collocare il suo Paese, dopo anni di tensioni istituzionali che avevano fatto rischiare il tracollo, in un quadro di ampie prospettive di integrazione euro-atlantica, le stesse che erano state bloccate a lungo da feroci spaccature interne e da questioni irrisolte coi paesi vicini.
A maggio Zaev, imprimendo un’autentica svolta, aveva riaperto i negoziati con Atene sull’annosa questione del nome, per poi firmare uno storico trattato di buon vicinato con la Bulgaria.
Dopo dodici anni, grazie al giovane ed energico premier socialdemocratico, riparte dunque il cammino della Macedonia verso Ue e Nato: si mette così fine al periodo più drammatico della storia recente macedone.
Diverso il risultato alle ancor più recenti elezioni nella Repubblica Ceca, che vedono il trionfo del populista Andrej Babis ed il sensibile arretramento dei partito social democratico italianosocialdemocratici del premier Bohuslav Sobolka. Contesti indubbiamente diversi, quelli di Macedonia e Repubblica Ceca, ma simili i temi legati alla globalizzazione: Europa, immigrazione, lavoro. E va riconosciuto che Sobolka, diversamente da Zaev, non ha saputo cogliere per tempo le sfide sul tappeto, lasciando così i temi centrali nelle mani dell’avversario Babis, definito dalla stampa “Il Trump della Repubblica Ceca”.
Da parte nostra riconosciamo agli imprenditori che si pongono al servizio della politica, come il premier Usa e come lo stesso Babis, capacità mediamente elevate di tutelare gli interessi del proprio Paese. Ma da Sobolka attendiamo una riflessione attenta sulla necessità di coniugare i valori della socialdemocrazia con le emergenze, reali ed attuali, delle popolazioni governate.

Renato d’Andria
segretario nazionale PSDI

Nelle foto Andrej Babis e Zoran Zaev