CHI SOFFIA SUI VENTI INDIPENDENTISTI DELLA GRAVE CRISI CATALANA

partito social democratico italianoLa Spagna si era ripresa dalla lunga crisi economica assai meglio di quanto avessero fatto Italia e Grecia. Solo a giugno gli indicatori segnavano che per ognuno degli ultimi tre anni l’economia spagnola era cresciuta di più del 3 per cento, con un tasso di crescita più alto di tutti i grandi paesi dell’Eurozona. Nello stesso triennio la Spagna aveva creato circa 500mila posti di lavoro ogni anno. Per l’Economist questi risultati erano dovuti alle riforme strutturali del primo governo di Mariano Rajoy introdotte nel 2012, quando la Spagna aveva chiesto un prestito di 100 miliardi di euro per salvare le banche.
Un autentico miracolo economico dunque, quello del governo di Madrid, oggi a pesante rischio di essere vanificato dalla inconcepibile crisi catalana, con tanto di dichiarazione d’indipendenza di Barcellona e un braccio di ferro istituzionale senza precedenti per l’Europa moderna, così come la hanno conosciuta e vissuta le generazioni nate nel dopoguerra.
Non occorre dunque essere “dietrologi” per immaginare che dietro le oceaniche manifestazioni d’indipendenza che abbiamo visto in Catalogna possano soffiare venti economici interessati a sobillare le popolazioni per trarre profitto da nuovi arretramenti del Paese e conseguente crollo degli indicatori finanziari.
Quello che stupisce sono però le prese di posizione in favore della presunta indipendenza catalana da parte di commentatori italiani che, pure, da tempo conoscono certe perverse logiche che condizionano la vita delle nazioni in nome del profitto. Sarebbe ora che qualcuno lo dicesse con chiarezza, impedendo alla Spagna di colpire se stessa e di infliggere così danni incommensurabili all’intera Unione Europea.

Renato d’Andria
segretario nazionale PSDI